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SEMINARIO "DONNE DI MAFIA"

10 NOVEMBRE 2011

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POTERI CRIMINALI E CRISI DELLA DEMOCRAZIA (2010)

Il seminario – organizzato dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Palermo, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, con l’Associazione Nazionale Magistrati, con la rivista “Narcomafie”, con il Centro Studi Pio La Torre, con la Fondazione Progetto Legalità e con l’Ufficio dei referenti per la Formazione professionale del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) del distretto di Palermo e di Caltanissetta – rappresenta ancora una volta l’occasione per riunire a confronto
forze dell’ordine, magistrati, insegnanti, giornalisti, studiosi e analisti, per dar vita a una serie di
momenti di riflessione e di scambio di esperienze, nel tentativo di superare la frammentazione che
spesso affligge questo settore di studi, con l’obiettivo di elaborare nuovi e più adeguati paradigmi sui
processi di trasformazione in atto nelle relazioni tra la sfera dell’economia, della politica e della
criminalità organizzata, a livello nazionale ed internazionale.
Il rapporto tra economia, politica e poteri criminali è uno degli aspetti più interessanti e controversi della
storia della democrazia italiana. Nonostante la presenza di numerose ricerche e pubblicazioni sul tema,
restano ancora molti elementi da approfondire e da sottoporre ad una seria e sistematica analisi scientifica.

Partendo da queste premesse, il ciclo di incontri seminariali intendecentrare il proprio interesse sulle relazioni tra organizzazioni criminalimafiose, mondo della politica, sistema produttivo e mondodell’informazione, per riflettere su unsistema di poteri in cui è sempre più tenue il confine tra lecito e illecito: da un lato, le mafie trovano sempre maggiori e più complesse forme di compenetrazione con la politica e con l’economia; d’altro lato, le istituzioni non sempre riescono ad attivarsi per garantire
presidio e trasparenza dei processi decisionali pubblici.
Più in particolare, questo terzo ciclo di incontri aspira a comporre letture interdisciplinari
e comparate sui legami tra criminalità dei colletti bianchi, mafie, corruzione politica,
controllo dell’informazione e sistemi di riciclaggio di capitali di illecita provenienza,
analizzando gli effetti prodotti da tali legami sulla democrazia del nostro Paese e sul suo
sistema di relazioni internazionali, in uno scenario caratterizzato da una profonda crisi
della rappresentanza e da una generale disaffezione per la politica. Gli incontri,
forniranno, inoltre, un’occasione per studiare l’impatto sul territorio di alcune attività di
contrasto alla criminalità, condividendo esperienze di promozione della cittadinanza e di
educazione alla democrazia.

Sede dei lavori
L’incontro del 12 febbraio 2010, avrà luogo al Rettorato, presso lo Steri di p.zza Marina,
nella Sala dei Baroni. Tutti i restanti incontri in seduta plenaria, avranno luogo presso
l’Aula “Falcone-Borsellino” del Palazzo di Giustizia di Palermo.
I gruppi di lavoro si svolgeranno presso l’I.T.I.S. Vittorio Emanuele III, in via Duca della
Verdura nr 48, a Palermo.


Programma

(httpwwwscienzeformazioneunipaitarticolophpid2160asez37)


1. 12 febbraio 2010 - Sistemi criminali e stati-mafia
Saluti di
Francesco Messineo, Procuratore della Repubblica di Palermo
Roberto Lagalla, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo
Guido Di Stefano, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Sicilia
Antonino Di Matteo, Presidente Sezione Distrettuale A.N.M.
Introduzione di Alessandra Dino e di Vania Contraffatto
Interventi:
Vincenzo COPPOLA
Lucio CARACCIOLO
Gian Carlo CASELLI
Roberto SCARPINATO
2. 24 febbraio 2010 - Controllo del voto e crisi della rappresentanza politica
Interventi:
Salvatore LUPO
Luigi BOBBIO
Francesco PADRUT
3. 10 marzo 2010 - Riciclaggio e investimenti di capitali illeciti
Interventi:
Piercamillo DAVIGO
Mario CENTORRINO
Teo LUZI
4. 29 marzo 2010 - Intercettazioni, controllo dell’informazione e rischio democratico
Interventi:
Salvatore CUSIMANO
Ezio MAURO
Antonio INGROIA
Interventi programmati dei rappresentanti dell’A.N.M.

5. 13 aprile 2010 (Caltanissetta) - Intercettazioni, controllo dell’informazione e rischio
democratico
Interventi:
Antonio BALSAMO
Alessandra DINO
Salvatore CUSIMANO
6. 21 aprile 2010 - Infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione
Interventi:
Antonino DI MATTEO
Rocco SCIARRONE
Giuseppe CIPRIANI
7. 5 maggio 2010 - Educare alla democrazia in terra di mafia
Interventi:
Pia BLANDANO
Gaetano PACI
Giovanna BODA
Francisco RIVAS
8. 26 maggio 2010 - Minori, marginalità, giustizia sociale: fra prevenzione e sicurezza
Interventi:
Piergiorgio FERRERI
Maurizio GENTILE
Franco OCCHIOGROSSO
9. 25 giugno 2010 - Politiche di sicurezza
Interventi:
Antonio MANGANELLI
Vincenzo RUGGIERO
Nando DALLA CHIESA
Walter FANGANIELLO MAIEROVITCH
Concetta SOLE

GRUPPI DI LAVORO
17 marzo 2010 - Misure di prevenzione e nuove tecniche di investigazione bancaria
Interventi:
Vittorio ALCAMO
Fabio LICATA
Andrea DARA
Dario SCALETTA
7 aprile 2010 - Libertà di informazione ed esigenze di sicurezza
Interventi:
Gioacchino NATOLI
Marco NEBIOLO
Giuseppe DE BLASI
12 maggio 2010 - Esperienze didattiche in un quartiere “a rischio”: metodi e strumenti di
intervento
Interventi:
Loredana IAPICHINO
Maurizio MURAGLIA
4 giugno 2010 - Minori, marginalità, giustizia sociale: fra prevenzione e sicurezza
Interventi:
Evelina ARCIDIACONO
Mariella DIANA
Liliana RAIA

 

 

Il seminario – organizzato sotto il patrocinio della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Palermo, in collaborazione con l’Ufficio dei Referenti per la Formazione professionale del Distretto di Palermo del Consiglio Superiore della Magistratura e con l’Associazione Nazionale Magistrati – giunge quest’anno alla sua seconda edizione. L’iniziativa ripropone un’occasione di confronto tra operatori del diritto, imprenditori e studiosi del fenomeno mafioso, con l’obiettivo di elaborare nuovi e più adeguati paradigmi sui processi di trasformazione in atto nel mondo della criminalità organizzata, a livello nazionale e internazionale.

Nel tempo, ci si è resi conto come le differenti componenti del sistema reticolare criminale convergano sia nelle attività, sia negli strumenti utilizzati. Oltre alla difficoltà di separare i mercati leciti da quelli illeciti, il nuovo assetto reticolare criminale produce un’altra pericolosa conseguenza: trasferisce sulle attività delle organizzazioni mafiose tradizionali quella stessa impunità di cui hanno sempre, storicamente potuto beneficiare i cosiddetti ‘colletti bianchi’. Così, economia legale ed economia criminale rischiano sempre più spesso di trovare forme e luoghi di pacifica convivenza, magari agevolate dall’esistenza di “camere di compensazione” istituzionali o paraistituzionali, interessate all’accumulazione o alla speculazione finanziaria.

Mantenendo viva l’attenzione su questi complessi fenomeni, possiamo meglio osservare e interpretare quanto ci accade intorno, per tentare di capire quanto il cosiddetto “metodo mafioso” sia stato assimilato, nel nostro Paese, dalla criminalità dei potenti e quali effetti abbia prodotto e possa ancora produrre sulla libertà dei mercati e sul sistema istituzionale democratico.